Testo e musica di Giovanni Frison.
Testo elaborato e liberamente tratto da "VIII [Epigrammi e ritratti]" di Tito Balestra.
Vincitore del 2° premio (1° premio non assegnato)
e del premio del pubblico
al concorso di composizione "Secondo Orizzonte Musica".
Eseguito presso la Corte del castello malatestiano di Longiano (FC)
dal New Music Project Ensemble:
Liga Liedskalnina - soprano
Marco Ignoti - clarinetto
Luca Giacobbe - percussioni
Paolo Camporesi - fisarmonica
Lorenzo Pagliei - direttore
Ma voi lo sapete co’è il Vuoto?
È il Nero che ti scava dentro.
È il Nero che ti scava dentro.
È il Nero
il Nero
il Nero
il Nero
il Nero
che ti scava
lo schivi
lo schifi
ma lui ti scova
e ti fa schiavo.
Il Nero
il Nero
il Vuoto
il Nero
il Nero
il Nero
il disegno di un vano
il Nero
l’Oblio
che s’insinua come un basilisco
nell’asterisco dell’indicazione a piè pagina:
CERCA DI AVERE SUCCESSO.
Successo
successo
sul cesso
successo
sul cesso
successo d’appertutto
nella vita, la carriera, l’amore, il motore
guadagna, posta, riempi, corri, urla
dì al mondo quanto hai successo.
Successo sul cesso sucesso sul cesso:
ebbene sì
anche sul cesso devi avere successo.
Devi essere bravo
devi rispettare le aspettative.
Devi farcela, faccela, faccela, faccela
rendi felici tutti:
la famiglia, gli amici, la tua casa e pareti dipinte
ma soprattutto:
i tuoi follower.
Perché l’alternativa è il Vuoto.
Sogni vuoti, mani incomode e fredde, una camicia.
Il Vuoto.
Come un imbuto in un buco Nero
che succhia succhia succhia succhia
e ti lascia disidratato come l’aria opaca della mattina di natale.
Il Nero, il Vuoto, L’Oblio.
Una vertigine, la Fossa delle Marianne, un buco nella pancia di dio.
Il Nero, il Vuoto, L’Oblio.
Il ricordo, la nostalgia, l’addio.
Il Nero, il Vuoto, L’Oblio.
Il Nero, il Vuoto, L’Oblio.
Il Nero, il Vuoto, L’Oblio.
Oh guarda mamma, ma quello sono io!
Il Nero, il Vuoto, L’Oblio.
Il Nero, il Vuoto, L’Oblio.
Il Nero, il Vuoto, L’Oblio.
La tua faccia allo specchio:
Piacere, Nero.
E tu come ti chiami?
Non lo so più.
Ma l’hai mai saputo?
Sì beh direi di sì.
No, dico, ma l’hai mai saputo davvero?
Boh forse una volta quando ero piccolo.
E ore? Che è successo?
Vuoto?
Vuoto!
Vuoto.
Mi chiamo Vuoto.